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Giacomo Bucci fotografo movimentista

Giacomo Bucci approfondisce e sviluppa dagli anni ’70 ad oggi la ricerca del movimento in fotografia.

La fotografia movimentista, nata con il Fotodinamismo ai primi del ‘900, fa della luce il pennello e della pellicola la sua tela.

Bucci infatti usa il movimento della macchina come tavolozza per sfumare le luci e mescolare i colori creando veri e propri quadri pittorici di sola fotografia.

Non cerca il racconto cinematografico. Gli interessa piuttosto strappare dall’oblio del tempo alcuni frammenti di vita per rappresentare non solo la loro immagine reale nello spazio ma anche la loro vera anima nel tempo.

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Fotodinamismo futurista

Rappresentando in fotografia una visione trasfigurata della realtà, il fotodinamismo ottiene lo stesso risultato della pittura figurativa senza usare i pennelli. In più, rispetto alla tela e ai colori, conserva tutta la verità oggettiva del luogo e del momento fotografato.

Con il suo fotodinamismo Giacomo Bucci realizza sul piano focale due dimensioni, anzi tre.

La prima riguarda la dematerializzazione dell’immagine così come si è prefigurata nella mente del fotografo.

La seconda dimensione consiste nel realismo conferito all’immagine dal mezzo fotografico e la terza è la cattura dell’anima di quel frammento di vita perso per sempre dopo lo scatto.

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fotografia mossa
Giacomo Bucci - I due ciclisti - Lecco 1971

Biografia

Fotografo di ricerca classe ’49, nasce a Parma e sviluppa la propria professione a Milano e a Londra.

Pubblicazioni come le riviste PHOTO 13 e Photo Technique e mostre come Il Diaframma di Milano e The Photographers’ Gallery di Londra hanno accompagnato il percorso creativo del fotografo.

Nell’era digitale del terzo millennio Giacomo Bucci prosegue il suo lavoro di fotografo del movimento producendo opere fantastiche di puro fotodinamismo contemporaneo.

Nel 2019 la sua opera viene esposta alla mostra dedicata alle Giostre.

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