Fotografia astratta Giacomo Bucci 2018-0097b
Giacomo Bucci 2018 0001b fotografia astratta
Fotografia astratta Giacomo Bucci 2019 0048b

Se l’arte astratta non rappresenta la realtà e la fotografia rileva fedelmente il mondo che la circonda, come fa una foto ad essere astratta?

Ecco come fa: non rifugge la realtà ma la trasforma in un’altra realtà immaginaria, surreale, metafisica.

Scopriamo allora alcune declinazioni della fotografia astratta alla ricerca, se esiste, di un denominatore comune.

Foto astratte Giacomo Bucci 2018-0032b

La principale distinzione riguarda la totalità o la parzialità dell’astrazione.

La fotografia totalmente astratta non consente di risalire con chiarezza al soggetto fotografato. Così l’osservatore è invitato a scoprire i contenuti di un mondo estetico e immaginario.

Invece la fotografia parzialmente astratta lascia trasparire elementi utili a coglierne il significato surreale e metafisico.

Le trame materiche e i colori

foto astratte Bucci 2018-0037b

Accostamenti di colore per analogia o per contrasto sono tipici dell’arte astratta e della fotografia surreale.

Sapientemente composti, sono capaci infatti di evocare altro rispetto alle loro geometrie.

Anche la figura umana viene spesso trasfigurata da trame che distraggono l’osservatore e lo conducono altrove.

Le forme della fotografia astratta

Talvolta una ripresa non convenzionale dei piani e delle forme può rendere astratta una foto.

In questi casi l’immagine stimola la ricerca di un significato alternativo all’evidenza.

Si svela così una realtà immaginaria oltre a quella rivelata.

Foto astratte Giacomo Bucci 1971
Foto astratte Bucci 1970

I generi fotografici

E’ giunto il momento di scoprire le astrazioni che influenzano molti generi fotografici.

Vediamone alcuni.

Fotografia metafisica

Fotografia metafisica Bucci 2020 0405b

La fotografia metafisica rifugge la concretezza per andare oltre il reale a favore di una conoscenza astratta delle cose.

Infatti l’immagine della fotografia metafisica trascende la fisicità apparente del soggetto per evocare altre suggestioni oniriche

Fotografia metafisica Giacomo Bucci 2020 0128rb

Macrofotografia

Macrofotografia astratta Giacomo Bucci 1972

La macrofotografia astrae facilmente gli oggetti quando le riprese tendono a renderli irriconoscibili.

Minimalismo e fotografia astratta concettuale

Fotografia minimalista astratta Giacomo Bucci 2020 0433b

La fotografia minimalista astratta elimina il superfluo e stravolge quello che ne rimane.

Se poi esprime un concetto allora siamo in presenza anche di una fotografia astratta concettuale.

Pittura di luce o light painting

Utilizzando una fonte luminosa puntuale si può disegnare sul piano focale un’immagine molto astratta.

Fotografia surreale light painting Giacomo Bucci 2019 0003b

Fotodinamismo

In realtà la fotografia movimentista crea immagini trasfigurate dall’effetto dinamico del soggetto.

Sono proprio frammenti di vita composti in modo tale da creare l’illusione del movimento.

Fotodinamica futurista astratta Giacomo Bucci 1972
Fotodinamismo futurista Giacomo Bucci 1975
Fotografia futurista astratta Bucci 1972

Panning

Foto astratte Panning Giacomo Bucci 2018-0009b

Il panning è una tecnica che cattura un oggetto come se fosse in un fermo immagine. Lo scopo è farlo risaltare rispetto al contesto in cui si muove.

L’astrazione tuttavia consiste nel contrasto dinamico tra l’oggetto meglio definito e lo sfondo sfumato.

Foto astratte panning Bucci 2018-0014b

Street photography

Anche la street photografy può diventare astratta quando si presenta avvolta nel mistero

Street photography astratta Giacomo Bucci 1970
Fotografia astratta Street photography Bucci 1973
Foto astratte Street photography Giacomo Bucci 1972

Fotografia astratta tra cubismo e futurismo

Il vorticismo si propone come sintesi tra cubismo e futurismo.

L’astrazione consiste proprio nello spacchettare il soggetto in geometrie ad effetto tridimensionale.

Così l’osservatore viene trascinato in un vortice ottico al tempo stesso reale e surreale.

Vorticismo astratto Giacomo Bucci 2018-0111b
Vorticismo fotografia astratta Bucci 2020 0449b

Un denominatore comune

All’inizio del nostro percorso ci eravamo proposti di cercare un denominatore comune per la fotografia astratta.

Poi abbiamo visto come l’astrazione si può trovare in molti se non in tutti i generi fotografici.

Per ogni fotografia allora si potrebbe pensare: se non si capisce cos’è vuol dire che è una foto astratta. Ma non è così.

Per giudicare se una fotografia è o non è astratta bisogna farsi un’altra domanda.

Riesco a percepire un significato oltre l’apparenza?

Forse però il vero denominatore comune è un altro, si chiama STUPORE.

Altro denominatore comune

Analogamente possiamo spingerci a considerare, oltre l’aspetto emotivo, anche quello tecnico.

E’ curioso quindi osservare che le foto presenti in questa pagina, scattate tra il 1970 e il 2020, sono tutte fotografie movimentiste.

Ciascuna di loro è stata prodotta infatti con la tecnica del mosso creativo puro.

Cioè fotografie eseguite con un solo scatto dell’otturatore senza alcuna manipolazione in post produzione.

Non è la prova che la fotografia movimentista possiede una notevole capacità di astrarre?

Per caso è anche questo un altro denominatore comune? Chi lo sa?

Cos’è la fotografia astratta

Infine possiamo concludere che, per la complessità della materia, definire l’astrazione in fotografia è cosa ardua.

Infatti non è sufficiente riconoscere una realtà immaginaria diversa da quella fotografata.

La foto deve anche suggerire la soluzione all’enigma.

Quantomeno deve saper condurre alla ricerca del significato che ha voluto esprimere il fotografo.

Ma la vera fotografia astratta propone in ogni caso la magia di una suggestione.

Così ogni osservatore viene invitato a scoprire una propria personale emozione.

Fotografia movimentista

Raccolte del Duemila

Raccolte del Novecento

Commenti

E’ opinione comune che l’astrattismo in pittura, come in fotografia, sia “facile”. Infatti, spesso si pensa che basti muovere a caso la fotocamera o che basti tracciare quattro righe con due macchie di colore per produrre un’opera astratta. Non è così. Se quelle righe e quelle macchie non suscitano nessuna emozione o nessuna curiosità, resteranno irrimediabilmente uno scarabocchio a colori. Allo stesso modo, una fotografia mossa resterà comunque una foto sbagliata se non “parlerà” a chi la guarda.

Può sembrare strano, ma la pittura astratta, così come la fotografia mossa, due tecniche apparentemente libere da ogni costrizione, hanno, in realtà, delle regole ben precise sull’accostamento dei colori, sull’armonia delle linee, sull’espressività delle sfumature. Poco è lasciato al caso e alla facilità. E non solo.

Aggiungo che non è poi così difficile coinvolgere l’osservatore quando gli si propone una rappresentazione fedele della realtà. Non è difficile perché si prende la via più breve e sicura. Chi non resta immediatamente colpito da un paesaggio da sogno o da un bel ritratto fotografati con la luce giusta e la giusta disposizione degli elementi?

Al contrario, è molto più difficile suscitare emozioni e stupore attraverso forme, colori, linee e sfumature slegati dal mondo reale. Astratti, appunto. Diventa più difficile perché l’osservatore deve vincere una certa pigrizia, deve abbandonare l’appoggio sicuro di una realtà che ben conosce, per reinventarne una nuova e percorrere nuove strade guidato dalle vaghe suggestioni del fotografo o del pittore.

Concludo con quanto ha affermato il giornalista Riccardo Luna: ” Con il Pixel 4 puoi fotografare un cielo stellato più perfetto di quello reale, ma per fare Starry Night devi essere Van Gogh”.
Maggio 2021

Franca Agnetti, Fotografa