fotografia movimentista                   

Una fotografia mossa è una fotografia sbagliata e non ha merito se è il risultato di un imprevisto. Se invece il soggetto viene mosso in modo da ottenere un prodotto artistico, allora il risultato è una fotografia movimentista e di merito ne ha perché è frutto di un’intenzione creativa.

La fotografia movimentista si realizza quando si fotografa un soggetto in movimento oppure, con maggior difficoltà di programmazione del mosso, quando si muove la macchina fotografica durante lo scatto.

Nella fotografia movimentista si intravedono gli aspetti della pittura impressionista, futurista e di avanguardia che hanno contribuito ad alimentare lo scontro, poi diventato dialogo, tra la fotografia e la pittura.

Le origini

La prima definizione di “movimentismo” in fotografia si trova nel saggio Fotodinamismo futurista del 1911 di Anton Giulio Bragaglia che puntualizza: “ E’ necessario principalmente distinguere tra dinamismo e dinamismo. Vi è il dinamismo effettivo, realistico, degli oggetti in evoluzione di moto reale – che per maggior precisione, dovrebbe essere definito movimentismo – e v’è il dinamismo virtuale degli oggetti in statica del quale si interessa la Pittura Futurista. Il nostro è movimentismo, tanto che, se non si fosse voluto precipuamente notare il dinamismo interiore della Fotodinamica, questa avrebbe dovuto dirsi Fotomovimentistica o Fotocinematica.”

Le fotografie pubblicate in Fotodinamismo futurista non incontrarono il favore dei futuristi ma hanno costituito una pietra miliare nella storia della fotografia e non solo. Quelle immagini infatti prefiguravano già quanto si sarebbe potuta evolvere la fotografia nel mondo dell’arte.

Il termine “fotografia movimentista”, utilizzato per indicare una corrente della fotografia, è stato poi ripreso da Ando Gilardi nel suo articolo pubblicato sulla rivista PHOTO 13 Numero 4 Anno V Aprile 1974 Pagine 44–48 dove scrive: “Di Giacomo Bucci ci siamo già occupati su questa rivista tempo fa (Photo 13 N. 6/73) e in quella occasione, in un brevissimo pezzullo tecnico, si riassumevano le regole della “sua” grammatica. “Sua” in ordine di successione cioè in quanto erede (forse non unico ma probabilmente il più valido) del “fotodinamismo”, ovvero della “fotografia movimentista” che celebra, per cosiddire, in questi giorni il suo sessantesimo compleanno.”

Nella seconda metà del Novecento la fotografia dimostrò di saper competere a pieno titolo con le altre forme d’arte. In particolare la fotografia movimentista, aiutata dai nuovi mezzi tecnici, seppe realizzare immagini fantastiche, concretizzando così le ipotesi bragagliane.